Moda green: vestiti in fibra di eucalipto


Materiale ottimo per maglieria grazie alla sua morbidezza setosa: inoltre è traspirante e battericida

(da Rapanuiclothing.com)
MILANO – Dici eucalipto e pensi a un simpatico koala che ne mordicchia le foglie o alle caramelle che mandi giù quando hai il mal di gola. Ma d’ora in poi, la pianta sempreverde sarà associata anche alle magliette. Sì, perché la Rapanui, marchio di moda ecologica, ha realizzato top e t-shirt con un nuovo materiale tessile derivato dall’albero di eucalipto, l’eucalyptus tencel (o lyocell). Mart Drake-Knight, cofondatore della Rapanui spiega: «Il materiale è perfetto per realizzare maglieria grazie alla sua morbidezza setosa. Ha un eccellente assorbimento dell’umidità, è traspirante, delicato con la pelle e naturalmente igienico perché blocca la crescita dei batteri».
CERTIFICAZIONE – Per realizzare gli indumenti in Tencel Lyocell Eucalyptus (Tle), il legno di eucalipto viene ridotto in poltiglia, condensato in una soluzione viscosa di cellulosa che viene forzata attraverso le filiere (ugelli metallici con uno o più fori attraverso i quali viene estruso il polimero necessario per la fabbricazione di fibre). I filamenti che fuoriescono dall’ugello vengono intrecciati in un tessuto morbido, leggero e traspirante. Il Tle deriva al 100 per cento da alberi di eucalipto provenienti da boschi certificati Fsc, un marchio che identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Inoltre, la fibra ha il sigillo di qualità del Pan-European Forest Council. Rispetto alle altre fibre naturali semi-sintetiche, come il tessuto ricavato dal bambù, il processo Lyocell utilizzato per realizzare quello di eucalipto è più innocuo.

TRACCIABILITÀ DAL SEME AL NEGOZIO – La Rapanui produce tutti i suoi vestiti con tessuti naturali biologici realizzati in aziende etiche alimentate da energie rinnovabili. Il fratello di Mart, Rob Drake-Knight aggiunge: «Usando lo strumento di mappatura della Rapanui si può rintracciare con esattezza la provenienza dei prodotti: dal seme alla raccolta, dalla filatura al trasporto. È la tracciabilità dal seme al negozio». La formula della moda verde di Rapanui viene riassunta dai due fratelli in questa domanda. Dopo tutto, dicono, David Bowie è riuscito a convincere milioni di uomini a tingersi i capelli, a truccarsi e a mettere tacchi alti e pantaloni stretti. Questo mostra il potere della moda, la sua abilità nel cambiare le vite, il comportamento e le abitudini d’acquisto. Rapanui cerca di utilizzare lo stesso ingrediente per fare qualcosa di buono.

ETICHETTA ECOLOGICA – I fratelli Drake-Knight sono stupiti che la moda riesca ancora a sfuggire a una certificazione di tipo energetico e ambientale. Tra l’altro, lampadine, elettrodomestici e case sono classificati in base al livello energetico. Gli intraprendenti fratelli hanno individuato la possibile soluzione nella creazione di un’etichetta ecologica per identificare con chiarezza la sostenibilità ambientale dei vestiti tramite una valutazione generale. Il suggerimento dell’etichettatura ecologica proposta dalla Rapanui ha attirato l’interesse del governo britannico che ha invitato l’azienda a presentare la propria idea in Parlamento. La Rapanui sta collaborando, inoltre, con i membri britannici dell’Europarlamento perché invitino la Commissione europea, organo esecutivo dell’Ue, a considerare l’idea. Mart Drake-Knight spiega: «Alcuni indumenti potrebbero avere un logo eco-friendly ma è difficile capire cosa sta accadendo davvero quando si guardano le diverse etichette. Quindi, alla Rapanui, abbiamo pensato di eliminare tutte le complicazioni che stanno dietro le etichette e trasformarle in una semplice scala che permette di acquistare rapidamente e con consapevolezza. L’abbiamo chiamata semplicemente eco-labelling: è una semplice valutazione dalla A alla G».

Maria Rosa Pavia
@mariarosapavia
23 luglio 2012 (modifica il 1 agosto 2012)

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