Quando la scarpa diventa compost


Le varie fasi della degradazione delle scarpe Incycle (da Puma)

Corriere.it

Scarpe biodegradabili e zaini riciclabili. Si chiama InCycle la nuova collezione Puma primavera-estate 2013. Potranno essere restituite nei negozi per essere riciclate.

Una scommessa dell’azienda tedesca di abbigliamento sportivo che da febbraio proporrà una linea di prodotti eco-friendly destinata ai consumatori attenti all’impatto ambientale delle proprie scelte di acquisto.

Sono 22 capi, tra scarpe, vestiti e accessori, realizzati con materie prime sostenibili, polimeri biodegradabili, poliestere riciclato e cotone di coltivazione biologica, senza l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. La nuova collezione green vuole ridurre i costi ambientali della produzione, ma anche quelli dello smaltimento dei rifiuti. Da un lato, infatti, i nuovi prodotti sono realizzati con materiali più sostenibili,

dall’altro il marchio tedesco vuole sensibilizzare gli stessi clienti alla pratica del riciclo: quando i capi non saranno più utilizzati, potranno essere restituiti nei negozi Puma per essere riciclati. «La collezione InCycle è il primo passo per contribuire a ridurre la quantità di scarti alla fine del ciclo di vita dei prodotti», ha dichiarato l’amministratore delegato della Puma, Franz Koch.
INCYCLE – Dal rapporto Product Environmental Profit and Loss Analysis (sintesi della valutazione monetaria dell’impatto ambientale dei prodotti aziendali) emerge che le sneaker «basket» biodegradabili hanno un impatto ambientale inferiore del 31% rispetto alle sneaker tradizionali in pelle. Impatto calcolato valutando l’emissione di gas serra, il consumo di acqua e suolo, l’inquinamento atmosferico e la mole di rifiuti derivanti dalla produzione, dall’uso e dallo smaltimento del prodotto. Per esempio, se per smaltire i rifiuti di 100 mila paia di scarpe tradizionali sono necessari 31 camion con capacità di carico di 13 tonnellate, ne servono solo dodici per eliminare i rifiuti di altrettante paia di scarpe della nuova collezione InCycle. Scarpe che si trasformeranno, poi, in compost e finiranno per nutrire le piante e rendere più fertile il terreno. «Nel campo della sostenibilità questo è un primo passo verso una strategia a lungo termine che prevede design e materiali innovativi per la realizzazione di prodotti riciclabili o compostabili», ribadisce Koch.

BIODEGRADABILI – Le nuove sneaker infatti sono realizzate esclusivamente con materiali organici, senza l’utilizzo di sostanze chimiche tossiche. In particolare, la tomaia è realizzata con un mix di cotone organico e lino, mentre la suola è composta da una bioplastica biodegradabile. Nel momento in cui le scarpe non verranno più indossate, basterà tornare in negozio e depositarle negli appositi raccoglitori. Così saranno trasportate in un sistema industriale di compostaggio.

RICICLABILI – Felpa e zaino invece sono riciclabili al 100%. La felpa è realizzata in poliestere riciclato ottenute dalle bottiglie in Pet. Quindi, quando il consumatore la riconsegnerà in negozio, potrà essere trasformata di nuovo in granulato di poliestere che servirà come materia prima secondaria per gli altri prodotti realizzati in poliestere riciclato, riducendo così il consumo di greggio e di energia e la quantità di rifiuti prodotti. Riciclandoli, insomma, giacche e zaini saranno trasformati in nuovi materiali, senza finire nelle discariche o negli impianti di incenerimento. Risparmiando così energia e riducendo l’inquinamento provocato dagli impianti di incenerimento e dall’uso del territorio come discariche.

ECOETICHETTE – Tutti i prodotti della collezione InCycle sono certficati «Cradle-to-Cradle» (dalla culla alla culla): rispettano cioè i principi del design sostenibile, prevedendo il riutilizzo del materiale senza produrre rifiuti, con benefici sia economici sia ecologici. Ma non solo, i cartellini di ogni prodotto indicheranno anche i costi ambientali. Un nuovo strumento per il consumatore che, consapevolmente, potrà fare l’acquisto più sostenibile.

Simona Regina
19 ottobre 2012

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