Supermercati americani boicottano Frankenfish

Salmone-OGM

Cosí bisogna vestirsi per prendere un pesce….?

Alcune catene di supermercati degli Stati Uniti hanno deciso, mercoledì scorso, di non vendere salmone geneticamente modificato per andare incontro alla crescente preoccupazione dell’opinione pubblica per gli alimenti sottoposti a manipolazioni che arrivano fino alla tavola.
La Food and Drug Administration (FDA) sta per decidere se autorizzare la vendita di salmone GM. Se dovesse farlo, il salmone della AquaBounty sarebbe il primo animale geneticamente modificato a fare il suo ingresso sul mercato.
L’azienda ha unito i geni di due specie di salmone con quelli di un’anguilla, allo scopo di produrre un pesce che pare possa arrivare sul mercato con grande rapidità. Il salmone GM è il primo di circa trenta altre specie di pesci geneticamente modificati in fase di sviluppo, tra cui il tilapia. I ricercatori stanno anche lavorando per portare sul mercato mucche, polli e maiali GM. Questi piani potrebbero però essere bloccati dall’impegno sottoscritto mercoledì da grandi catene nazionali come Trader Joe, Aldi e Whole Foods, a non vendere pesci GM.
Non vi è stata alcuna risposta immediata da AquaBounty, l’azienda di biotecnologie che, da quasi vent’anni, cerca di portare il pesce sul mercato. Negli ultimi anni ha vissuto diversi momenti di crisi e, per restare in attività, ha fatto affidamento sulle borse di ricerca e sugli investitori. Lo scorso anno l’azienda si e’ rivolta a un ex oligarca sovietico, il miliardario georgiano ed ex ministro dell’economia Kakha Bendukidze, per un’iniezione di liquidità.
Mentre il processo di revisione della FDA entra nelle sue fasi finali, gli attivisti spingono i rivenditori a non immagazzinare il prodotto, facendo affidamento sulla sempre maggiore consapevolezza dei cittadini statunitensi nei confronti degli alimenti GM.
Gli oppositori sostengono che non ci sono abbastanza dati a sostegno delle affermazioni di AquaBounty, secondo cui il loro salmone avrebbe tassi di crescita due volte superiori rispetto al salmone selvatico. Contestano anche le affermazioni dell’azienda secondo cui non ci sarebbe nessun aumento del rischio per le persone che soffrono di allergie.
Queste preoccupazioni sono aumentate dopo la conclusione preliminare della FDA, secondo la quale non c’era alcuna necessità di etichettare il salmone GM.
Patty Lovera, dell’associazione Food and Water Watch ha affermato che “non è chiaro che effetto produrrà la mossa dei supermercati sulla decisione della FDA, che dovrebbe essere basata su dati scientifici”. Ma ha aggiunto che “si augura che una maggiore opposizione dell’opinione pubblica al salmone GM spingerà i venditori a riflettere bene prima di mettere in commercio il pesce e le oltre trenta varietà di prodotti ittici GM attualmente in fase di sviluppo”. “E’ chiaro che non c’è alcuna domanda o bisogno di questo prodotto, quindi perche’ la FDA dovrebbe approvarlo?” ha aggiunto Lovera. “Se tutti questi negozi sono disposti a opporsi prima del tempo, direi che si tratta di un segnale molto chiaro sul fatto che la richiesta è scarsa”.
[Fonte – agra pres

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