Messico: un disastro per la coltivazione del mais?

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Come riportato dal quotidiano britannico The Guardian, secondo gli scienziati del Centro internazionale per il Miglioramento del Grano e del Mais (CIMMYT), in Messico, le recenti donazioni da parte di filantropi miliardari permetteranno loro di “fornire agli agricoltori poveri delle varietà di grano e mais  più produttive, nutrizionali e resistenti, utili in un momento così critico”. Thomas Lumpkin, direttore del centro, ha affermato che i nuovi laboratori e le serre raddoppieranno la capacità del CIMMYT e altre strutture saranno progettate per la ricerca transgenica.
Mr. Lumpkin sostiene che il transgenico rimarrà, una parte relativamente piccola del programma del Messico, raggiungendo circa il 10% nei prossimi cinque anni e che, al momento, gli OGM possono contribuire ad affrontare le disuguaglianze rurali attraverso la diffusione di una tecnologia che è attualmente in gran parte limitata al mondo sviluppato.
Il centro sta già lavorando con colture di mais OGM sperimentali in Kenya e molti altri Paesi africani. In Messico, la ricerca GM del CIMMYT è limitata a frumento, ma le nuove strutture daranno la possibilità di dedicarsi al mais. L’articolo completo è pubblicato su The Guardian.
Secondo i rapporti del Gruppo ETC, il Messico è in stato di massima allerta dopo i tentativi delle multinazionali agro-alimentari di ottenere l’approvazione del Governo per piantare 2,5 milioni di ettari di mais transgenico. Secondo Greenpeace, mentre il precedente Governo non aveva approvato le richieste allora pervenute, le modifiche dell’ultimo Governo messicano ha modificato le procedure di regolamentazione in modo che il segretario dell’ambiente e delle Risorse naturali non sia più legalmente tenuto a prendere in considerazione il parere di altri rappresentanti o degli esperti di altre agenzie governative sulla biosicurezza. Tre organi di governo, in precedenza consultati in merito alla liberazione di mais GM, avevano posto critiche, suggerimenti estremamente cautelativi o esplicitamente negativi, ma tutt’ora sono rimaste inascoltate. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito  http://www.etcgroup.org/content/growing-maize-disaster
[Fonte: The Guardian e ETC]

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