Anche i contadini vincono gli Oscar ecco le migliori aziende verdi d’Italia

Anche i contadini vincono gli Oscar ecco le migliori aziende verdi d'Italia

ROMA , Repubblica.it- Contatto con la natura, aria buona, ma anche duro lavoro. Essere un agricoltore oggi non vuol dire solo questo. Oltre a portare avanti una tradizione lunga secoli, per mettersi al pari con il mercato è essenziale innovare, sperimentare e far forza sulle nuove tecnologie. Ogni anno, la Coldiretti, con Oscar green premia le giovani aziende italiane che si sono distinte per lo slancio innovativo e la capacità di far fronte alla crisi. Dallo spumante invecchiato nel profondo degli abissi marini alla prima piantagione italiana di bambù nelle Langhe, sono molte le novità proposte dall’iniziativa dei Giovani Coldiretti.

Tra le aziende più apprezzate, presentate in contemporanea alla manifestazione “Campagna Amica” – il mercato all’aperto più grande al mondo 4, allestita al Circo Massimo di Roma – c’è quella di Marta Lugano. L’imprenditrice è stata premiata nella categoria “Esportare il territorio” per il suo spumante d’autore fatto invecchiare sott’acqua. La storia del prodotto comincia con un racconto, quello di suo padre che, durante un’immersione, si imbattè in un’imbarcazione antica dentro le cui stive si era conservato benissimo del vino millenario. Fu allora che ebbe la geniale intuizione: a far girare periodicamente le bottiglie avrebbe provveduto la corrente marina, mentre il buio degli abissi, l’umidità e la temperatura che li caratterizzano avrebbero fatto il resto, come – e meglio – di una preziosa cantina.

Ad essere premiato, anche un calabrese: Luigi Adinolfi, giovane imprenditore di Oriolo, in provincia di Cosenza. A portarlo alla vittoria è stato il suo amaro “Ulivar”. Un liquore nato dalla riscoperta di una antica ricetta della nonna che nei momenti di festa miscelava olive, zucchero ed alcol. Il primo amaro alle olive, prezioso digestivo che cattura curiosi e appassionati, attrae turisti e soprattutto oltrepassa i confini nazionali e arriva in Scandinavia, Corea e Stati Uniti.

Teresa Palmieri invece conquista l’Oscar green nella categoria “In Filiera” grazie al lavoro che la sua azienda svolge chiudendo interamente il ciclo produttivo, dal latte alla tavola realizzando mozzarelle ed altri prodotti con latte di bufala che vengono vendute direttamente in azienda riuscendo a soddisfare oltre 300 clienti al giorno. Ma la filiera si completa anche grazie ad una particolare realizzazione di pregiati oggetti in pelle come borse, svuotatasche e portariviste che ricavano dai loro grandi allevamenti. Non solo dunque bocconcini e mozzarelle, ma anche una gamma di prodotti in pelle che richiamano alla tradizione contadina cilentana.

Per la categoria “Non solo agricoltura” è stata scelta Giulia Lovato che nella sua Fattoria compie veri e propri miracoli, i bambini diversamente abili anche con gravi patologie riescono a ritornare a cantare e camminare dopo anni di immobilità. L’intenso rapporto con gli animali, la natura e le pratiche agricole antiche diventano di fondamentale importanza per il loro ritorno alla vita.

Premiata anche l’idea di Andrea De Magistris che nelle Langhe piemontesi sperimenta con successo la prima coltivazione di bambù interamente Made in Italy. L’obiettivo? Ricavarne uno squisito tè senza eccitanti ideale per i bambini. E Cristina Scappaticci, l’imprenditrice “sognatrice” che agli ospiti del suo agriturismo offre l’osservazione delle stelle in collaborazione con l’osservatorio astronomico di Campo Catino vicino Frosinone.

(30 settembre 2012)

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