La Danimarca accelera sulle rinnovabili: in vigore il divieto per le caldaie fossili

La Danimarca accelera sulle rinnovabili: in vigore il divieto per le caldaie fossili

Il governo danese si avvia alla cerimonia di insediamento

 Repubblica.it

TELERISCALDAMENTO da biomasse, geotermia a bassa entalpia, pompe di calore alimentate da energia rinnovabile. Quelle che in Italia sono ancora soluzioni “esotiche” applicate in poche realtà d’avanguardia e le cui potenzialità sono conosciute da una cerchia ristretta di addetti ai lavori, in Danimarca dall’inizio dell’anno sono un obbligo di legge.

Come riferisce Qualenergia, dal primo gennaio è entrata infatti in vigore nel paese la nuova normativa che vieta l’installazione nelle nuove case di sistemi di riscaldamento alimentati da fonti fossili. Dal 2016 le caldaie alimentate a olio combustibile saranno invece messe al bando anche dai vecchi edifici lì dove è possibile sostituirle con sistemi più efficienti e meno inquinanti. Il provvedimento fa parte di un pacchetto di leggi adottate nell’ambizioso progetto governativo di portare la Danimarca al consumo di energia al 100% rinnovabili entro il 2050. Una scelta voluta dall’esecutivo di sinistra, distintosi sin dal suo insediamento per il forte carattere innovativo in materia energetica e ambientale, ma che il Parlamento di Copenaghen, circostanza inusitata per l’Italia, ha approvato con 171 voti a favore su 179 votanti.

Una vera e propria rivoluzione anche se, va precisato, la Danimarca parte da una solida base che molti altri paesi possono solo invidiare. Già oggi il teleriscaldamento, secondo le fonti di Wikipedia, copre oltre il 60% delle abitazioni. Oltre l’80% è ottenuto da centrali a cogenerazione, che producono ovvero l’acqua calda necessaria al riscaldamento di case e luoghi di lavoro mentre generano elettricità. Un sistema molto più efficiente degli impianti tradizionali, anche se non necessariamente alimentato da fonti rinnovabili come le biomasse.

Quanto all’elettricità, l’abbondante vento che spazza le coste del paese fornisce al momento circa il 25% del fabbisogno. L’obiettivo del governo è di arrivare però già entro il 2020 ad una quota di elettricità eolica pari al 50% e al 35% di fonti rinnovabili per quanto riguarda i consumi energetici complessivi. Traguardo da centrare facendo affidamento più sulle biomasse (biogas in particolare, vista l’abbondanza di allevamenti) piuttosto che sullo scarso sole.

La riconversione del sistema energetico non sarà naturalmente a costo zero. La normativa sul riscaldamento domestico stanzia ad esempio ricchi fondi (circa 6 milioni di euro) per convertire a energia rinnovabile le caldaie a olio combustibile esistenti e promuove un’ulteriore diffusione del teleriscaldamento da biomasse, mentre altri fondi sono destinati a promuovere la geotermia a bassa entalpia e le pompe di calore. Una parte di questo denaro affluirà nelle casse dello Stato grazie a dei rincari in bolletta, ma in Danimarca nessuno sembra lamentarsene.

(20 febbraio 2013)

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